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Il ritmo: dalla tradizione africana ai giorni nostri

Di Bernardo Sacconi di Talking Ties

Foto di Maison Bourbon. Il ritmo: dalla tradizione africana ai giorni nostri Il ritmo: dalla tradizione africana ai giorni nostri

Foto: Ray Devlin / Fonte / Licenza

Le origini del ritmo

Il ritmo è stato l’elemento che, più in assoluto, ha caratterizzato il Jazz fin dalla sua nascita a New Orleans negli ultimi anni del diciannovesimo secolo: la città della Louisiana è stata infatti un grande crocevia di tantissime etnie diverse dove, per la prima volta in quel periodo, il mondo musicale europeo riuscì ad entrare in contatto con l’antichissima tradizione africana.

La differenza fra i due approcci affonda le sue radici nel diverso sviluppo culturale di questi due continenti: la musica occidentale europea ha sempre ricercato come canone estetico un’erudizione armonica e melodica, che ha poi portato all’incredibile sviluppo intellettuale della musica colta e ad una conseguente complicazione razionale che potesse elevare l’uomo grazie alla sua ricerca introspettiva; al contrario, la musica del continente africano ha sempre avuto una concezione dinamica legata alla danza e al movimento.

Foto di African Traditional Music
African traditional music – http://bit.ly/31pc0R4 Licence: http://bit.ly/licence_cc

L’ossessiva ripetizione ritmica collettiva veniva infatti utilizzata dalle tribù come forma di aggregazione e meditazione per raggiungere l’estasi e per comunicare messaggi a distanza attraverso l’uso di grandi strumenti a percussioni.

Questi elementi hanno portato ad uno sviluppo di vari ritmi suonati contemporaneamente dai vari membri della comunità mediante l’utilizzo di tamburi, vocalizzi e battiti di mani, creando una polifonia che, a differenza della tradizione occidentale, sfruttava gli elementi del ritmo e non quelli dell’armonia.

Il famoso musicologo Gunther Schuller nel suo libro “Early Jazz: Its Roots and Musical Development Volume I” ci presenta delle accuratissime trascrizioni di danze africane delle tribù del Ghana Nyayito e Sovu, dalle quali si evince chiaramente che i vari tamburi e i battiti della mani eseguivano parti ritmiche diverse fra loro, con un incastro estremamente simile a quello che si sarebbe creato successivamente fra Banjo, Grancassa, Clarinetto, Tuba e Trombone nella musica di New Orleans.

Durante i primi anni del ventesimo secolo, nello storico e malfamato quartiere di Storyville, la contaminazione fra numerose tradizioni musicali diverse diede origine ad una mescolanza unica fra la tradizione europea e gli elementi ritmici africani, dando origine a quello che sarebbe diventato il Jazz.

Immagine di percussioni. Ritmo
African Hanging Instrument – http://bit.ly/3beJMNe Licence: http://bit.ly/licence_cc

Differenza ritmica tra la tradizione africana e quella europea

Una spiegazione tecnica della differenza ritmica fra la tradizione africana e quella europea risiede nella diversa accentazione dei tempi deboli e forti all’interno di un normale ritmo di quattro quarti: mentre nella musica occidentale il primo ed il terzo quarto della battuta sono, salvo rare eccezioni, suonati con maggiore intensità; al contrario in quella di origine africana i tempi della battuta più evidenziati sono il secondo ed il terzo.

L’inflessione ritmica e la pronuncia delle frasi musicali della musica tribale africana erano inoltre basati su un ritmo terzinato (tre note per ogni battito) che, essendo costruito su un andamento in quattro movimenti, creava naturalmente una poliritmia, cioè una sovrapposizione di più ritmi all’interno della stessa battuta.

Dalla contaminazione fra questa divisione del ritmo in più strati che si muovevano simultaneamente e la complessa elaborazione melodica e armonica di matrice europea nacque l’idioma del Jazz di New Orleans e il Dixieland, sviluppatosi poi ulteriormente durante gli anni ‘30 con l’avvento dello Swing, musica che per prima riuscì a raggiungere il grande pubblico riuscendo a cambiare per sempre la storia e influenzando tutti i generi che sono nati successivamente come il Pop, il Funk, il Rock and roll e moltissimi altri.

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